Ricerca personalizzata
martedì 29 marzo 2011
Referti sanitari con un click
Tutti i cittadini veronesi entro il 2011 e tutti i veneti entro il 2012 potranno scaricare i loro referti sanitari da internet con un semplice ''clic'' da qualunque computer, senza doversi recare agli sportelli delle Ullss. In tempo lavorativo perso ed in costi di spostamento i veneti potranno cosi' risparmiare 72 milioni di euro l'anno, mentre le Ulss, in minor quantita' di carta utilizzata ed in minor numero di addetti agli sportelli, otterranno economie pari a quasi 8 milioni di euro l'anno. Sono questi gli effetti del progetto d'informatizzazione della sanita' veneta denominato Veneto Escape, realizzato dal Consorzio Arsena'l.it per l'informatizzazione che riunisce tutte le Ullss e Aziende Ospedaliere venete, promosso dalla Regione del Veneto e dal ministero della Pubblica Amministrazione, e presentato oggi a Verona nella sede dell'Ullss 20 alla presenza, tra gli altri, dell'assessore regionale alla sanita' Luca Coletto, del presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss Flavio Tosi, del presidente di Arsena'l.it Claudio Dario (direttore generale dell'Ulss 9 di Treviso) e dei direttori generali delle aziende veronesi Giusy Bonavina (20), Daniela Carraro (21), Alessandro Dall'Ora (22) e Sandro Caffi (Azienda Ospedaliera Universitaria).
Frecciarossa, wi-fi gratis
Saranno gratuiti fino al 30 aprile i servizi Wi-Fi per navigare in internet sui treni ad alta velocita' Frecciarossa da computer portatili,smartphone e tablet ,usando la banda larga mobile con tecnologia Hspa. Lo rende noto l'operatore telefonico Vodafone.Per accedere occorre attivare, quando si sale a bordo, la connessione sui dispositivi mobili. Dopo aver indicato il proprio numero di cellulare o il numero dati della propria internet key, si ricevono via sms le credenziali per collegarsi.
Wojtyla, Santo il 1 maggio 2011
Il 1° maggio 2011 a Roma si terrà un evento memorabile: Karol Wojtyla sarà proclamato santo. Papa Ratzinger beatificherà infatti Giovanni Paolo II, scomparso appena 6 anni fa!
La beatificazione di Papa Wojtyla, il papa dei giovani, coinciderà con la Domenica in Albis, cioè la prima domenica successiva alla Pasqua, che quest’anno cade il 25 aprile.
Dopo la cerimonia della beatificazione in data 1 maggio 2011 la bara di Papa Giovanni Paolo II sarà spostata dalle Grotte Vaticane alla Basilica di San Pietro senza esumazione.
Il programma della beatificazione di Wojtyla non è ancora stato definita. Probabilmente la veglia di preghiera che precede la beatificazione si terrà al Circo Massimo a Roma e il giorno dopo la santificazione si svolgerà una messa di ringraziamento.
Il vero grande evento è quello che si terrà domenica 1° maggio 2011 in Piazza San Pietro, dove si svolgerà la messa di beatificazione.
Chiunque di voi andrà a Roma ad assistere alla beatificazione di papa Giovanni Paolo sia ben consapevole che Piazza San Pietro non è abbastanza ampia per poter accogliere il numero di pellegrini previsti. La beatificazione di Karol Wojtyla porterà a Roma, infatti, centinaia di migliaia di turisti e pellegrini da tutto il mondo. Pertanto la Città di Roma disporrà dei maxi schermi in modo da consentire ai visitatori di assistere alla cerimonia.
La beatificazione di Papa Wojtyla, il papa dei giovani, coinciderà con la Domenica in Albis, cioè la prima domenica successiva alla Pasqua, che quest’anno cade il 25 aprile.
Dopo la cerimonia della beatificazione in data 1 maggio 2011 la bara di Papa Giovanni Paolo II sarà spostata dalle Grotte Vaticane alla Basilica di San Pietro senza esumazione.
Il programma della beatificazione di Wojtyla non è ancora stato definita. Probabilmente la veglia di preghiera che precede la beatificazione si terrà al Circo Massimo a Roma e il giorno dopo la santificazione si svolgerà una messa di ringraziamento.
Il vero grande evento è quello che si terrà domenica 1° maggio 2011 in Piazza San Pietro, dove si svolgerà la messa di beatificazione.
Chiunque di voi andrà a Roma ad assistere alla beatificazione di papa Giovanni Paolo sia ben consapevole che Piazza San Pietro non è abbastanza ampia per poter accogliere il numero di pellegrini previsti. La beatificazione di Karol Wojtyla porterà a Roma, infatti, centinaia di migliaia di turisti e pellegrini da tutto il mondo. Pertanto la Città di Roma disporrà dei maxi schermi in modo da consentire ai visitatori di assistere alla cerimonia.
Berlusconi, onorevole più ricco
In cima alla lista dei Paperoni che siedono in parlamento c'è ancora Silvio Berlusconi. A dirlo sono le dichiarazioni patrimoniali dei parlamenti, che dal 28 marzo sono consultabili sia alla Camera sia al Senato. Il premier nel 2010 ha infatti dichiarato un reddito imponibile di 40.897.004 euro. Rispetto all'anno precedente, quando era di 23.057.981 euro: il 77% in più.
GLI ALTRI PARLAMENTARI. Staccati, e non di poco, gli altri protagonisti della vita parlamentare. Nel 2010 il presidente della camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato una base imponibile di 186.563 euro. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, è a quota 176.885 euro, seguito dal leader leghista Umberto Bossi a 167.957 euro. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha dichiarato 137.013 euro, mentre il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, è a 106.063 euro. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha dichiarato un imponibile di 229.918 euro, più del suo «collega» Fini.
LA RUSSA IL PIÙ FACOLTOSO. È Ignazio La Russa il ministro più ricco con 374.461 mila euro. A seguirlo è Giulio Tremonti, con un reddito dichiarato di 301.918 mila euro e poi Renato Brunetta con 300.894, quindi Franco Frattini con 237.219 mila euro.
Dei due legali che difendono il presidente del Consiglio nei suoi processi, il più ricco è Niccolò Ghedini con un imponibile di 1.297.118 euro.
Piero Longo ha invece un imponibile di 530.847 euro.
Pasquale Viespoli, presidente del gruppo di Coesione nazionale. è il più ricco dei senatori: infatti dichiara nel 2010 un reddito imponibile di 160.829 euro. A ruota il capogruppo della Lega nord Federico Bricolo con 137.884 euro. La capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, si ferma a 115.064, mentre il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri arriva a 107.740 euro. L'ex sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso ha dichiarato 860.195 euro, Daniela Santanchè dichiara 642.517 euro, Gianni Letta 342.310 euro.
GLI ALTRI PARLAMENTARI. Staccati, e non di poco, gli altri protagonisti della vita parlamentare. Nel 2010 il presidente della camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato una base imponibile di 186.563 euro. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, è a quota 176.885 euro, seguito dal leader leghista Umberto Bossi a 167.957 euro. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha dichiarato 137.013 euro, mentre il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, è a 106.063 euro. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha dichiarato un imponibile di 229.918 euro, più del suo «collega» Fini.
LA RUSSA IL PIÙ FACOLTOSO. È Ignazio La Russa il ministro più ricco con 374.461 mila euro. A seguirlo è Giulio Tremonti, con un reddito dichiarato di 301.918 mila euro e poi Renato Brunetta con 300.894, quindi Franco Frattini con 237.219 mila euro.
Dei due legali che difendono il presidente del Consiglio nei suoi processi, il più ricco è Niccolò Ghedini con un imponibile di 1.297.118 euro.
Piero Longo ha invece un imponibile di 530.847 euro.
Pasquale Viespoli, presidente del gruppo di Coesione nazionale. è il più ricco dei senatori: infatti dichiara nel 2010 un reddito imponibile di 160.829 euro. A ruota il capogruppo della Lega nord Federico Bricolo con 137.884 euro. La capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, si ferma a 115.064, mentre il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri arriva a 107.740 euro. L'ex sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso ha dichiarato 860.195 euro, Daniela Santanchè dichiara 642.517 euro, Gianni Letta 342.310 euro.
Chi era Oriana Fallaci?
Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano» (da un’intervista del 1979, di Luciano Simonelli).
riana Fallaci nacque a Firenze il 29 giugno 1929, negli anni del potere mussoliniano.
Durante la giovinezza, lo stato politico e sociale dell’Italia ebbe un notevole influsso sulla sua vita, così come la figura del padre, un liberale contrario alla corsa al potere di Mussolini, il quale continuò l’opposizione per tutto il periodo fascista. Quando l’Italia decise di entrare attivamente nella Seconda Guerra Mondiale, Oriana Fallaci aveva poco più di dieci anni. Unendosi al padre nel movimento clandestino di resistenza, divenne membro del corpo dei volontari per la libertà contro il Nazismo. Nell’occupazione di Firenze da parte delle truppe naziste, il padre fu catturato, imprigionato e torturato, prima di essere rilasciato vivo. A quattordici anni, ricevette un riconoscimento d’onore dall’Esercito Italiano per il suo attivismo durante la guerra. Il conflitto finì nel 1945 e di lì a poco, Oriana avrebbe deciso di diventare una scrittrice: «La prima volta che sedetti alla macchina da scrivere, mi innamorai delle parole che emergevano come gocce, una alla volta, e rimanevano sul foglio… ogni goccia diventava qualcosa che se detta sarebbe scivolata via, ma sulle pagine quelle parole diventavano tangibili».
Molti sono i ricordi della figura paterna, alcuni dei quali affiorano in un’intervista di Luciano Simonelli del 1979, svoltasi nella suite del Grand Hotel Excelsior di Roma e durante la quale la scrittrice rivela: «[…] Andavo a caccia, mi ci portava mio padre. Avevo nove, dieci anni quando, al capanno, il babbo m’insegnò a sparare. E continuai fino verso i venticinque anni, trenta. Poi un giorno mi accorsi che il fucile era sporco. Sai, lo sporco che impolvera l’interno delle canne quando non lo si usa. E mi chiesi da quanto tempo non l’adoperavo. E scoprii che era un tempo lunghissimo […]»
E poi il ricordo della madre, cui s’intrecciano i giorni trascorsi insieme a Panagulis, l’uomo, poeta e martire di Un Uomo (1979), cui la scrittrice è stata legata sentimentalmente: «Le due creature che amavo di più. Le amavo tanto che dividere il mio amore per loro era una fatica quasi drammatica; voglio dire, il tempo che passavo con l’uno mi sembrava rubato a quello che avrei dovuto passare con l’altra e… Una della scale, tra piano terreno e primo piano, nella mia casa di campagna, è quella che unisce l’appartamento dove viveva la mamma e l’appartamento dove vivevamo io e Alekos. Ebbene, quando ero lì con entrambi, era tutto un correre su e giù per quelle scale… Su e giù, su e giù. Poi, di colpo, nel giro di pochi mesi, l’immobilità. Se ne erano andati tutti e due.»
Durante la giovinezza, lo stato politico e sociale dell’Italia ebbe un notevole influsso sulla sua vita, così come la figura del padre, un liberale contrario alla corsa al potere di Mussolini, il quale continuò l’opposizione per tutto il periodo fascista. Quando l’Italia decise di entrare attivamente nella Seconda Guerra Mondiale, Oriana Fallaci aveva poco più di dieci anni. Unendosi al padre nel movimento clandestino di resistenza, divenne membro del corpo dei volontari per la libertà contro il Nazismo. Nell’occupazione di Firenze da parte delle truppe naziste, il padre fu catturato, imprigionato e torturato, prima di essere rilasciato vivo. A quattordici anni, ricevette un riconoscimento d’onore dall’Esercito Italiano per il suo attivismo durante la guerra. Il conflitto finì nel 1945 e di lì a poco, Oriana avrebbe deciso di diventare una scrittrice: «La prima volta che sedetti alla macchina da scrivere, mi innamorai delle parole che emergevano come gocce, una alla volta, e rimanevano sul foglio… ogni goccia diventava qualcosa che se detta sarebbe scivolata via, ma sulle pagine quelle parole diventavano tangibili».
Molti sono i ricordi della figura paterna, alcuni dei quali affiorano in un’intervista di Luciano Simonelli del 1979, svoltasi nella suite del Grand Hotel Excelsior di Roma e durante la quale la scrittrice rivela: «[…] Andavo a caccia, mi ci portava mio padre. Avevo nove, dieci anni quando, al capanno, il babbo m’insegnò a sparare. E continuai fino verso i venticinque anni, trenta. Poi un giorno mi accorsi che il fucile era sporco. Sai, lo sporco che impolvera l’interno delle canne quando non lo si usa. E mi chiesi da quanto tempo non l’adoperavo. E scoprii che era un tempo lunghissimo […]»
E poi il ricordo della madre, cui s’intrecciano i giorni trascorsi insieme a Panagulis, l’uomo, poeta e martire di Un Uomo (1979), cui la scrittrice è stata legata sentimentalmente: «Le due creature che amavo di più. Le amavo tanto che dividere il mio amore per loro era una fatica quasi drammatica; voglio dire, il tempo che passavo con l’uno mi sembrava rubato a quello che avrei dovuto passare con l’altra e… Una della scale, tra piano terreno e primo piano, nella mia casa di campagna, è quella che unisce l’appartamento dove viveva la mamma e l’appartamento dove vivevamo io e Alekos. Ebbene, quando ero lì con entrambi, era tutto un correre su e giù per quelle scale… Su e giù, su e giù. Poi, di colpo, nel giro di pochi mesi, l’immobilità. Se ne erano andati tutti e due.»
Oriana Fallaci iniziò la sua carriera di giornalista con un articolo di cronaca, ma le sue doti spiccate le valsero in fretta degli incarichi importanti. Presto cominciò ad intervistare figure politiche di rilievo e a seguire gli eventi internazionali. Ha lavorato per il settimanale «Europeo» – fino a quando la pubblicazione ha chiuso i battenti – e collaborato con altre testate, sia in Europa, che nel sud America. Ha intervistato figure del calibro del direttore della Cia William Colby, il primo ministro pakistano Ali Bhutto, l’iraniano Ayatollah Khomeini, concentrandosi sul loro ruolo di figure dominanti nel sistema politico internazionale.
Mamma giornalista, figli al padre
Lei fa la giornalista, lui ha un lavoro impiegatizio. Sono sposati ma il matrimonio dopo 16 anni entra in crisi, lui decide di separarsi. Lei per lavoro e' costretta a viaggiare. Lui e' stanziale, ha orari fissi. Cosi' il Tribunale di Roma ha deciso di affidare i figli, un coppia di gemelli di 9 anni, al padre a 'causa' del lavoro della madre, una freelance romana di 44 anni. La donna ha annunciato il ricorso, perche' penalizzata da una 'decisione fortemente discriminatoria'.
Dieta in 6 giorni
Prima di tutto dobbiamo dire che la colazione è il pasto più importante di tutta la giornata, quindi per tutta la settimana andremo a fare sempre la stessa colazione, mentre per gli altri 6 giorni utilizzeremo una dieta specifica, naturalmente la Domenica è libera! Ora possiamo iniziare…
COLAZIONE :
- 1 vasetto di yogurt magro con fiocchi di cereali.
- 1 spremuta.
- 1 caffè d’orzo oppure un tè.
- 1 fetta di pane integrale con marmellata.
- 1 bicchiere di latte scremato.
SPUNTINI GIORNALIERI :
- 1 pallina di gelato.
- 1 budino light oppure 1 macedonia.
LUNEDI’ :
Pranzo : Insalatona con 150g di farro e orzo, 40g di mozzarella, 1 scatola di tonno al naturale, 1 piccolo cespo di insalata verde con aceto balsamico e 1 Kiwi.
Cena : 2 spiedini di gamberi sempre 150g e verdure miste ( peperoni, cipolle e zucchine ), 1 pesca.
MARTEDI’ :
Pranzo : 120g di branzino al cartoccio, insalata di peperoni, fagiolini, sedano e champignon crudi.
Cena : 100g di petto di tacchino fatto a dadini stufato in poco vino bianco con zucchine, curry, 60g di riso bianco, ed insalata di lattuga all’aceto di mele.
MERCOLEDI’ :
Pranzo : insalata di mare con 30g di polpo bollito, 30g di calamari, 1 gamberone, 25g di seppie, 50g di nasello, aglio, prezzemolo, 1 cucchiaio d’olio e 50g di pane integrale.
Cena : 80g di risotto integrale con zucchine e zafferano, carote grattugiate con aceto balsamico.
GIOVEDI’ :
Pranzo : 100g di petto di tacchino alla griglia con salvia e alloro, misto di verdure al vapore ( 40g di zucchine, 30g di cipolla, 40g di peperoni ), 2 albicocche.
Cena : 70g di spaghetti alle cozze e vongole con pomodoro, aglio e prezzemolo e cicoria in insalata.
VENERDI’ :
Pranzo : 120g di salmone al forno con 200g di funghi porcini e prezzemolo, 200g di spinaci e asparagi al vapore, 3 prugne color
viola.Cena : 70g di spaghetti integrali con peperoni e melanzane saltate, misto di insalata verde ” a volontà ”, e un piccolo grappolo di uva rossa.
SABATO :
Pranzo : merluzzo e polpo in padella con verdure ( 90g di merluzzo e 50g di polpo lessati e rosolati con un pò di vino bianco, 100g di zucchine, 100g di peperoni, 60g di cipolla e 2 cucchiai di salsa di pomodoro ).
Cena : una bella pizza alle verdure, macedonia di pere, uva e fragole.
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