Ricerca personalizzata

martedì 29 marzo 2011

Cozze alla diossina

In questi giorni di allarme ed allarmismo per i prodotti agroalimentari importati dalla Germania, è una diossina ben più vicina a noi quella che dovrebbe preoccupare maggiormente: quella che contamina i fondali inquinati di Taranto. La Taranto dell’ILVA, la Taranto che abbatte le pecore contaminate, la stessa Taranto che ospita nelle sue acque cozze ed ostriche con livelli di diossina superiori alla norma consentita.
L’annuncio, neanche tanto sorprendente, è arrivato ieri mattina nell’ambito di una conferenza stampa organizzata nel capoluogo pugliese dalle associazioni Fondo Antidiossina e da PeaceLink.
Non sorprende perché i rilievi di cui si parla non sono stati effettuati negli allevamenti di mitili meno a contatto con le acque torbide, bensì su fondali inquinati del Mar Piccolo. Le analisi dei molluschi, a cura del laboratorio Inca (Consorzio Interuniversitario Nazionale di Chimica per l’Ambiente) di Venezia, hanno registrato un superamento pari al 69% dei valori ammessi dalle legge sia per le diossine che per i policlorobifenili (PCB), toccando la soglia di 13,5 picogrammi per grammo quando il limite è fissato ad 8.
Nello specifico i frutti di mare presi in esame sono le ostriche, le cozze cosiddette pelose, le cozze San Giacomo e le cozze di fondale.
Spiega il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, che
 "Mangiando 100 grammi di questi molluschi si supera di 9 volte la dose tollerabile giornaliera di diossine e Pcb se consideriamo una persona del peso di 70 chili. Una donna di 50 chili invece supera di 13 volte la dose tollerabile giornaliera".
Non è certo la prima volta che Taranto è coinvolta nella contaminazione da diossina, ma non sempre sono i prodotti di mare quelli più a rischio. A questo proposito, la stessa PeaceLink ricorda che nel marzo del 2008 la prova evidente dei crimini ambientali fu riscontrata in un pecorino locale, che fece registrare valori di diossine e PCB di 19,5 picogrammi per grammo di materia grassa su un limite che è fissato per legge a sei.

Il Boom Del Viagra

Non solo Viagra. Ma anche Cialis e Levitra. Tra tutti e tre, nel 2009 le Farmacie comunali di Reggio hanno venduto 10.200 confezioni. Una cifra che _ a livello di mercato locale _ rappresenta circa il 35 per cento. I numeri, tuttavia, non si discostano un granché da quelli del 2008 (quando il Levitra però non c'era). A fare la differenza, infatti, è l'età media di quanti ne hanno fatto richiesta. Un'età media che, stando a quanto dicono i singoli farmacisti reggiani (quelli cioè che, operando direttamente sul territorio, hanno il polso della situazione reale), è sempre più bassa: tanti i 20enni e i 30enni che guardano a questo prodotto _ dedicato a chi soffre di disfunzione erettile _ come a un metodo per sopperire ad altre carenze: ansia da prestazione sì, ma soprattutto tanta insicurezza di fondo. Tanti i 20enni e i 30enni, dunque, che si presentano e che chiedono di poter comprare Viagra e Cialis.
A fornire i dati relativi alle vendite, è stato il direttore generale delle Fcr, Eugenio Campari: «Negli ultimi due anni il trend è risultato stabile». Già, perché se nel 2008 sono stati acquistati 3.600 flaconi di Viagra più 3.690 scatole di Cialis, nel 2009 i numeri salgono rispettivamente a quota 3.800 e 3.700. A questi, si aggiungano poi le 2.700 confezioni di Levitra.

Klaira, la pillola naturale

Contraccezione si cambia. Dopo 50 anni di ricerche è arrivata Klaira, la prima pillola anticoncezionale al ‘naturale’. Rilascia l’estradiolo, un estrogeno identico a quello prodotto dal corpo femminile. Da oggi è disponibile nelle farmacie italiane, e tutte le donne che sono restie a utilizzare la contraccezione ormonale per non assumere derivati sintetici, potranno ricredersi e, con la prescrizione del proprio ginecologo, assumere Klaira. “Un’innovazione che tutti noi aspettavamo – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano – questa pillola apre nuovi orizzonti non solo alle più giovani ma anche a chi è in età più avanzata. Ma non deve sostituire gli altri contraccettivi ormonali in commercio. Klaira è un'opzione in più per chi non è soddisfatto”. La novità è stata presentata al Congresso della Società Europea di Ginecologia a Roma.

Carne rossa, l'allarme

Se i vegetariani lo sostenevano da tempo, adesso c’e’ anche la conferma scientifica: la carne rossa fa davvero male. Questa settimana infatti il governo britannico annuncera’ i risultati di una ricerca compiuta dallo Scientific Advisory Committee on Nutrition che sicuramente non renderanno molto felici i carnivori convinti.
Un esauriente studio ha appena concluso che la carne rossa, cosi’ come i suoi derivati, se consumata in dosi maggiori ai 500gr. a settimana, non solo potrebbe potenzialmente aumentare le probabilita’ di contrarre il cancro, ma il rischio e’ cosi’ alto da spingere il governo ad emettere un comunicato ufficiale in proposito.
Il World Cancer Research Fund gia’ nel 2007 aveva detto che per ridurre drasticamente il rischio di tumore all’intestino, stomaco, ovaie, seno e vescica sarebbe stato opportuno, per quanto riguarda i bambini, evitare totalmente il consumo di ‘processed meat’ - ovvero insaccati, salsicce, carne in scatola e simili - mentre agli adulti veniva consigliato di non superare i 70gr. giornalieri.
La nuova ricerca invece include anche la carne rossa non trattata, confermando che questo tipo di alimento contiene un pigmento capace di danneggiare il DNA delle cellule del sistema digestivo. Fattori che hanno in tempi moderni peggiorato la situazione includerebbero l’impiego di conservanti nei derivati ed il fatto che alcuni allevatori scelgano di gonfiare le mucche di ormoni. Sbruciacchiare la carne, cosi’ come gli altri cibi, invece causerebbe da sempre un ulteriore danno perche’ durante il processo si producono sostanze cancerogene

Bingo, vince 71mila euro

In un periodo in cui la crisi economica si fa sentire pesantemente, c’è chi crede nella fortuna, affidandosi alla dea bendata e tenta ogni possibilità.
A Siracusa, un operaio ha vinto al Bingo la bellezza di 71 mila euro.
Si tratta della terza importante vincita che si registra nella sala Bingo di Siracusa. Il primo successo ha portato nelle tasche del fortunato vincitore 96 mila euro. Il secondo 84 mila.

Corona: non sono un rapitore

Non mi è arrivata alcuna denuncia, anche perché l'unica che l'avrebbe dovuta fare sarebbe stata Nina, che è in Honduras". Così Fabrizio Corona replica a chi lo accusa di aver sottratto suo figlio Carlos alla custodia della nonna materna, Vranka, mentre Nina Moric era all'Isola dei Famosi, per portarlo a Disneyland Paris con la sua fidanzata Belen Rodriguez. "Giornali, siti e televisioni mi davano del rapitore, prospettavano per me un futuro in galera - spiega il fotografo al settimanale 'Chi' - soltanto perché mi trovavo con mio figlio a Disneyland. Ma ci rendiamo conto? È allucinante, vergognoso e ingiusto. Sono davvero furibondo".

Corona spiega la sua versione dei fatti: "Carlos, da tempo, aveva espresso il desiderio di andare a Disneyland, a Parigi. Ne parlava con Belen, con la quale ha un ottimo rapporto. Così abbiamo deciso di regalargli questi due giorni di vacanza. Vranka (la mamma di Nina Moric, ndr) era presente quando le ho detto che saremmo partiti. Ma non voleva. Mi diceva: 'Tu sei matto, matto'. Scene imbarazzanti e discutibili - prosegue - soprattutto perché svolte sotto gli occhi del mio bimbo. Io l'ho preso in braccio e gli ho detto: 'Amore, andiamo. La nonna è nervosa'. Siamo partiti".

Sigarette elettroniche

La sigaretta elettronica (o e-cigarette) è un dispositivo elettronico che emula i tradizionali prodotti per il fumo, quali le sigarette, i sigari e le pipe.
È uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi naturali.
Il vapore inalato consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, non v'è alcun rischio cancerogeno legato a tale processo.
Anche l'estetica delle sigarette elettroniche è, di norma, del tutto simile al prodotto tradizionale.